La protesi “custom made”

protesiTornare a muoversi e ritrovare il piacere delle piccole attività quotidiane con una protesi su misura, modellata come un abito sull’anatomia del paziente. Uno scenario quasi fantascientifico che oggi è diventato la realtà della chirurgia ortopedica. La sostituzione “customizzata” è applicabile a tutte le grandi articolazioni: anca, ginocchio e spalla, e rappresenta la soluzione più efficace contro diverse patologie articolari.

Grazie a tecnologie innovative, le protesi personalizzate rispettano le diverse esigenze di ciascun paziente, adattando l’impianto, oltre che alla sua anatomia, anche al tipo di patologia e alla struttura ossea.
Il grande vantaggio di questa tecnica è che i pazienti sottoposti all’intervento sono soggetti a un recupero più rapido e a una sensibile riduzione delle complicanze, rispetto a quelli con protesi “classiche”, grazie soprattutto a una perfetta distribuzione delle forze garantita dall’adattabilità dell’impianto.

In quali casi è utilizzata?
La protesi “custom made” si può impiantare su pazienti con determinate caratteristiche e patologie: è indicata soprattutto nei casi di particolari deformità articolari, legate ad artrosi causata da traumi o malattie congenite. Prima di intervenire si esegue una tac per avere una ricostruzione tridimensionale dell’articolazione e ottenere un impianto disegnato sulla conformazione anatomica del paziente, quindi perfettamente “su misura”.

Nei casi invece di normale logoramento articolare dovuto all’età (artrosi primaria), la protesi di tipo “classico” in lega metallica è ancora la più impiegata, e permette in ogni caso di ottenere risultati molto soddisfacenti e garantire un’ottima qualità della vita al paziente.
Un’ultima tipologia di impianti è costituita dalle protesi tumorali, utilizzate in caso di gravi perdite ossee conseguenti a tumori, a malattie metaboliche, osteoporosi e demineralizzazione.